In ricordo di un amico…

Il 2 ottobre 2010 ci ha lasciato Roberto Iacovich, un ex compagno, un amico, un ragazzo unico. Tutta la squadra di Pisa, dai più vecchi giocatori ai nuovi tesserati lo ricordano con immenso affetto.

Ciao Roberto

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30 anni di Subbuteo a Pisa
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Pausa Natalizia

10 domande a Stefano De Francesco

 

Stefano De Francesco neo-giocatore nero-azzurro dalla prossima stagione

1) Partiamo dal fondo. La decisione di chiudere il club e diventare solo giocatore è trapelata nel week-end in cui avete disputato il torneo di Ascoli (24 e 25 Giugno scorso). La stavi maturando da tempo o si è manifestata d’improvviso a seguito di qualche evento di cui non siamo a conoscenza?

Avevo comunicato la mia decisione al Presidente dell’ACS Perugia, Francesco Discepoli il martedì successivo alla vittoria del campionato italiano di Subbuteo di serie A. Di ritorno da Livorno, gli avevo riportato la mia stanchezza. Avevamo deciso di comune accordo di non dire nulla agli altri per non rovinare la festa scudetto dell’ACS Perugia e quella promozione dell’Umbria Table Soccer. Come ho già detto, ero stanco di vedere concentrati sulla mia persona, gli innumerevoli impegni di un club come quello biancorosso, con tante squadre e molti iscritti. Nella mia prima lettera di un mese fa, scrissi che probabilmente se fossi stato solo un giocatore sarei ancora andato avanti. Pisa mi ha dato l’occasione per limitarmi al gioco. 

2) Fino ad oggi hai giocato assieme a tuo figlio Antonio ed a tanti tuoi amici. Hai mai seriamente pensato a come sarà trovarseli da avversari fin dalla prossima stagione?

La parola avversari, riferita ai miei compagni del Perugia è impossibile da utilizzare. Oltretutto per ora faremo categorie differenti, anche se mi auguro che presto siano pronti per raggiungerci in Serie A. 

3) Già nel tuo saluto sulla pagina Facebook di ACS Perugia hai chiaramente spiegato le motivazioni di un tuo trasferimento verso il club nero-azzurro. Forse, anche storicamente, il club con il quale c’è stata la maggior rivalità sportiva nel corso degli ultimi anni. Quali differenze e similitudini trovi rispetto al club che hai guidato per anni?

Ho scelto Pisa perché è l’unico club con cui ho giocato, oltre al Perugia. Non mi piace cambiare maglia. Chi cambia troppo spesso, ritiene che il nome che si porta sulle spalle, sia più importante di quello sul cuore. Inoltre potrò continuare a giocare con Francesco Mattiangeli, con cui ho vinto tutto quello che c’era da vincere. A questo si aggiunge che giocare con Daniele Bertelli era un qualcosa di cui avevamo spesso parlato. Ci sarebbe piaciuto farlo e finalmente ci siamo riusciti. La squadra è composta da altri giocatori come Andrea e Mauro Manganello con cui ho giocato per tanto tempo e da Simone Bertelli con cui ho vinto tantissimo sia con il Pisa che con il Perugia. Contro qualunque squadra mi trovo a giocare, ho in me una grande rivalitá. Per me tutte sono avversarie allo stesso modo quando le affronto. La differenza tra me e qualche personaggio che frequenta il nostro mondo, è che quando finisce la partita, per me finisce tutto. A Pisa so di trovare gente che ha vinto tutto come me ma è ancora affamata di vittorie. 

4) Cosa pensi di poter portare sia in termini di gestione della squadra che di competitività sul panno verde al club nero-azzurro?

In termini di gestione, posso dire con orgoglio che sono stato il capitano del Pisa, in occasione della conquista del primo scudetto nerazzurro. Laddove mi venisse chiesto dalla squadra di rifarlo, non mi tirerei certo indietro anzi lo considererei un onore ed un privilegio. In termini di competitività credo di potere dare un contributo importante. Quest’anno a causa delle mie condizioni di salute, praticamente  non ho giocato la Serie A ma nella stagione precedente, ero stato tra i primi 10 giocatori del campionato. Il mio obiettivo resta quello di dare un contributo che sia all’altezza delle aspirazioni e degli obiettivi della squadra.

5) Nel panorama del calcio da tavolo italiano e mondiale, da qualche anno sono Reggio Emilia prima e Fiamme Azzurre poi a vincere i tornei più importanti. Sicuramente filosofie di gestione diverse da quelle del club nero-azzurro. Pensi che, comunque, ci siano spazi per interrompere questa egemonia?

Chi ha in squadra Carlos Flores parte sempre con un vantaggio importante e Reggio è destinata anche quest’anno a partire con i favori del pronostico. Le Fiamme sono la solita corazzata ma i Fighters hanno dimostrato già quest’anno che interrompere questa egemonia è possibile. Non credo che la nostra squadra parta battuta anche se abbiamo almeno 4 squadre davanti a noi. Dovremo evitare passi falsi se vogliamo colmare il gap che ci separa dalle prime. Non parlo dell’ultima stagione, perché come detto non ho potuto disputarla al meglio ma in quella precedente, con Perugia, eliminammo Reggio in Coppa Italia, con le vittoria mia su Nastasi (1-0), di Gauci su Zambello (5-3) e il pari di Belloni con Bari (1-1) che resero inutile il successo di misura di Flores su Francesco Mattiangeli (2-1), a conferma che il gap nella singola partita può essere annullato. La nostra rosa è a mio parere di primissimo livello e con un Andrea Manganello che sará la sorpresa della stagione.

6) La FISCT domani: più luci o più ombre?

Credo luci. Sono abbastanza soddisfatto del nuovo board che sta mettendo in campo nuove idee e nuovi progetti. Faccio un esempio su tutti, l’accordo con la federazione italiana di calcio balilla, in funzione del riconoscimento del CONI è stato un bel passo in avanti in termini di progettualità di cui va dato merito al Presidente Cuzzocrea. Lo stesso recupero della categoria Subbuteo, è molto importante anche se in questo caso, sarebbe fondamentale che tutto il board capisse lo spessore e la prospettiva enorme di questo progetto. 

7) Calcio da tavolo mondiale: ormai in Italia siamo diventati campionato-centrici ed il nostro campionato (non solo serie A, ma anche B, C e D) sta impoverendo i campionati stranieri dei loro elementi. Basta vedere il podio della Coppa dei Campioni degli ultimi 10 anni. Vedi soluzioni o volontà di invertire la rotta?

Fondamentale ridurre ad uno il numero degli stranieri per Serie A e Serie B e eliminarli del tutto dalle categorie inferiori. In caso contrario quei pochi paesi in cui il gioco è ancora in piedi, finiranno per perdersi definitivamente. Sarebbe fondamentale per la FISTF dotarsi di un Vice Presidente con delega allo sviluppo ed alla promozione del gioco che si occupasse di supportare l’attività negli altri paesi ma purtroppo c’è troppa paura dello strapotere dell’Italia nel resto del mondo e questo in alcuni casi, li porterà alla rovina, con la definitiva scomparsa del gioco in queste nazioni. 

8) In due anni il fenomeno Subbuteo ha portato già 40 squadre agli ultimi Campionati Italiani vinti proprio da Perugia. Non c’è il rischio di creare un movimento clone del calcio da tavolo?

Io sono entusiasta del recupero del Subbuteo tradizionale. Sono convinto che vadano fatti i più grandi complimenti a Michele Giudice e a tutta la commissione Subbuteo. Per me siamo ancora all’inizio, il numero delle squadre si raddoppierà nel giro di un paio di stagioni. In termini numerici, la categoria Subbuteo darà un impulso fondamentale alla crescita della Federazione. A livello tecnico poi, giocare senza vedere quelle ignobili basi con inguardabili muretti è un vero sollievo, con il Subbuteo chi sa giocare …..sa. 

9) Tra poco più di un mese sarai capitano della nazionale Veteran ai prossimi mondiali. Il nuovo CT Finardi succede a Croatti ed a Lamberti. Trovi continuità nella scelta del Direttivo FISCT in questo ruolo?

Quando si cambia il CT non c’è mai continuità, perchè ogni CT ha i suoi pallini e le sue preferenze. Non sempre ho condiviso le scelte dei CT che si sono succeduti ma le ho sempre rispettate e parlando di preferenze, nella mia ideale formazione open, Daniele Bertelli è il capitano, scelto lui penserei agli altri cinque. So con certezza però che tutti i selezionatori hanno sempre convocato i sei che ritenevano migliori, anche quando con il board precedente qualcuno aveva premuto, ad esempio, perchè non fossi convocato. 

10) Tra 10 anni sarà più facile trovarti come Presidente FISCT, Selezionatore o giocatore?

Sarò un semplice appassionato che si aggirerà tra i tavoli, per vedere ancora ed ancora qualche giocata che mi riempia il cuore di magia.

 

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